martedì 31 marzo 2020

SOCIOLOGIA

I TIPI DI MODALITA' SOCIALE: COLLETTIVA E INDIVIDUALE
La mobilità sociale può assumere varie forme, a seconda di casi. Essa è prima di tutto, un fenomeno che può avere carattere collettivo o carattere individuale.
Più spesso accade tuttavia che la mobilità sociale sia un fenomeno individuale, ovvero quando un individuo decide spontaneamente di passare da uno strato sociale ad un altro per propria volontà.
Essa può essere di due tipi: intergenerazionale, se è fatta in base alla famiglia di origine, oppure intergenerazionale se è basata sullo sviluppo vitale di un individuo, dunque sulle sue esperienze vitali.
Mentre, se si parla di mobilità collettiva ci si trova davanti ad una mobilitazione di massa, dunque alla scelta uguale da parte di una pluralità di individui.

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LA STRATIFICAZIONE PER NASCITA
Le posizioni nella stratificazione sociale, dunque la portata delle disuguaglianze, sono spesso legate a una condizione di nascita. Dunque appare essere una proprietà intrinsecamente legata alla persona, un qualcosa che si porterà appresso tutta a vita: nella maggioranza dei casi appare infatti estremamente difficile cambiare i proprio status sociale.
Questo però non accade alle società occidentali che hanno subito il processo di industrializzazione. In esse, infatti, la gerarchia delle posizioni sociali non è stabilita per nascita, ma viene a definirsi nel corso della vita in virtù di una serie di fattori legati alla vita individuale. Dunque, a meno che non ci siano casi particolari in cui qualcosa di superiore lo impedisca, chiunque può accedere a qualunque classe sociale.

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LA MOBILITA'La nostra cultura occidentale si caratterizza proprio per un crescente dinamismo sociale, tale per cui i diversi strati e i diversi gruppi divengono sempre più mobili e multiformi.
Si parla di mobilità sociale per indicare il livello di flessibilità della stratificazione in una certa società, ossia il grado di facilità o difficoltà con cui gli individui possono passare da uno strato all'altro.

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GLI STRATI SOCIALILa stratificazione sociale è quel carattere della società per cui essa si compone di una pluralità di strati, identificati da fatto di avere diverse disponibilità nell'accedere ai vari tipi di risorse disponibili. Questo genera, ovviamente, delle disuguaglianze: un'estrazione sociale basata non sul singolo individuo, ma su un'intera cerchia di individui.

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LA DIFFERENZA DI ETA'
Anche la differenza di età è una fonte di disuguaglianza.
Infatti, la nostra società tende molto a favoreggiare o sfavorire, in termini di denaro, potere e prestigio, chi ha un'età più o meno avanzata. Per esempio, gli anziani sono una fascia di popolazione che può far conto su un reddito più basso di chi è invece di mezz'età.
Invece, i giovani, dimostrano come una condizione sociale, come l'età, possa essere interpretata nel tempo. Fino al XX secolo, la società non riconosceva affatto un'età giovanile, poiché si iniziava a lavorare fin da bambini: esisteva solo un'età adulta. Poi, nel tempo e con lo sviluppo di determinate mentalità socia, nacque l'ideale età giovanile.

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LA DIFFERENZA DI GENERELa differenza sessuale tra uomo e donna è un'altra caratteristica che crea grandissimi divari nella società. 
Il fatto che uomini e donne debbano seguire dei ruoli prestabiliti, ha portato i sociologia distinguere il sesso dall'identità di genere: quando si parla di sesso e di differenze sessuali si fa riferimento alle caratteristiche anatomiche e biologiche degli individui, mentre quando si parla di genere ci si riferisce al comportamento di femminilità o di mascolinità di un individuo.
Il sesso di una persona è dunque un dato fisico, mentre il genere è un dato sociale.

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LE DIFFERENZE ETNICHELa discriminazione sociale, cioè l'affermazione di disuguaglianze basate sulle differenze etniche, è un esempio lampante di come le differenze naturali possano essere rielaborate dalla società in forme di disuguaglianza sociale. Ciò accade quando alcuni individui appartenenti ad uno Stato vengano discriminati perché non appartengono culturalmente allo Stato in questione.
Alcuni esempi possono essere l'antisemitismo o il fenomeno dell'appartheid.

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LE DIFFERENZE TRA INDIVIDUIQuando si studia una società, è inopportuno confondere le disuguaglianze con le differenze. 
Infatti, questi due termini sono iperbolicamente differenti: le differenze sono caratteristiche naturali appartenenti al genere umano in quanto tale, ma le disuguaglianze nascono dal momento in cui l'essere umano vive in un contesto sociale, nel quale ci sarà sempre qualcuno pronto a prevaricare sull'altro.
Tuttavia spesso accade che le differenze naturali vengano viste dalla società come motivo di discriminazione.
IL POTERE
Il potere è la capacità di un individuo di influenzare e controllare il comportamento altrui. Esso si esprime in diverse forme:

  • il potere di ricompensa, la possibilità di attribuire gratificazioni materiale o simboliche;
  • il potere coercitivo, cioè la possibilità di imporre sanzioni e punizioni;
  • il potere legittimo, condivisione di norme;
  •  il potere di esempio, le persone si identificano in colui che detiene il potere;
  • il potere di competenza, riconoscimento di determinate competenze a una persona.

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POTERE INFORMALE E AUTORITÀ

Le relazioni di potere informali
Max Weber individua inoltre un'altra forma di potere, più definita ma più diffusa, che descrive come la probabilità che un certo soggetto ha di imporre la propria volontà all'interno di una relazione sociale e di vedere attuata questa sua volontà nonostante l'opposizione di altri soggetti.
Esiste quindi una manifestazione più generalizzata  e informale del potere che consiste nella capacità di ottenere qualcosa contro la volontà altrui, senza necessariamente ricorrere a dei comandi espliciti. Le disuguaglianze nella distribuzione del potere non sono un prodotto esclusivo della società istituzionalizzata, ma hanno una radice più profonda nella natura dei rapporti umani in generale.
Il potere non è solo un fatto istituzionale e burocratico: ogni interazione tra gli uomini, anche la più libera, immediata, inattesa e casuale, è in qualche modo aperta.

sabato 7 marzo 2020

SOCIOLOGIA

IL POTERE E LA DISUGUAGLIANZA

La vita sociale è in una costante tensione verso l'irrigidimento in forme stabili di comportamento e interazione, questo processo prende il nome di istituzionalizzazione, che da vita a strutture sociali come le istituzioni e le organizzazioni sociali.
All'interno di questo processo, chi deve subordinare le proprie decisioni e i propri comportamenti alle decisioni e ai comportamenti di un altro, nella gerarchia, ha una posizione inferiore a quella dell'altro.

I differenti gradi di potere
ogni organizzazione sociale ha all'interno una distinzione più o meno rigida di ruoli e posizioni, ciò comporta una distribuzione differenziata del potere. Tutte le organizzazioni sono basate su una divisione dei compiti e su una precisa attribuzione di ruoli,quindi una distribuzione gerarchica del potere, per potere funzionare.


Il principio dell'obbedienza
Il potere non è affatto limitato alla sfera della politica e dello stato. Max Weber definisce il potere di un certo soggetto nella società come la possibilità che i suoi comandi vengano obbediti da parte di altre persone.

ANTROPOLOGIA

1.Quali sono i tre tipi di matrimonio ordinariamente riconosciuti? I matrimoni possono essere di tipo monogamico, poliginico e polindrico. ...