LOCKE E LA SOCIETÀ INGLESE TRA SEICENTO E SETTECENTO
Vita e opere
John Locke fu uno dei massimi filosofi inglesi, fu una personalità dai tratti eclettici. Negò l'esistenza di idee innate, affermando l'esperienza sensibile. Elaborò un'analogia tra una stanza oscura e l'intelletto inesperto, ritiene che l'intelletto umano non sia molto diverso da una stanza priva di luce.
LA FORMAZIONE DEL CARATTERESecondo Locke, lo scopo dell'educazione era quello di formare un giovane che si sapesse comportare: il gentleman, un uomo dotato di valori morali. Oltre che a scuola, l'educazione ai valori morali doveva avvenire a casa, da parte della famiglia: era il padre o il precettore ad insegnare il buon comportamento e le buone maniere.
Anticipando alcuni principi pedagogici di Rosseau, Locke sosteneva che il bambino si dovesse muovere, che il suo corpo dovesse essere abituato all'aria aperta.
L'educatore rappresenta le leggi alle quali l'allievo deve sottostare, e a cui deve sottomettere la propria volontà per sapere agire e decidere in forma autonoma.
Le punizioni fisiche erano ovviamente abolite.
L'azione del precettore doveva essere moderata e paziente, nel rispetto delle capacità e dell'interesse dell'educato, sulla linea delle pedagogie di Ratcke e Comenio.
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