Lo psicoanalista Alfred Adler é il primo “eretico” che si distacca dalla Società psicoanalitica. Egli ritiene fondamentale considerare gli elementi sociali nell’esperienza dell’individuo: la nevrosi non ha un’origine sessuale, come riteneva Freud, ma dipende dalle relazioni che l’individuo stabilisce con gli altri esseri umani e dal senso di inadeguatezza individuale.
L’individuo aspira alla superiorità, per superare un complesso di inferiorità che ognuno sperimenta, poiché ogni bambino, di fronte all’adulto, si sente debole e vulnerabile. Inoltre, anche da adulto, ogni individuo può provare sentimenti di inadeguatezza, di inferiorità fisica o intellettiva, sentimenti che caratterizzano la sua volontà di potenza. Lo sviluppo individuale, contraddistinto da questi elementi, si configura quindi come il tentativo di compensare e di ribaltare il senso di inferiorità. Pensiamo al caso del ragazzo gracile che, attraverso impegno, sforzi ed esercizi costanti, riesce a sviluppare una muscolatura robusta è una corporatura sana.
Questa aspirazione alla superiorità non va intesa come mera ambizione alla supremazia sugli altri, bensì come una spinta alla realizzazione del sé creativo, come un tentativo di attribuire un senso alla propria vita.
Tali obbiettivi sono perseguiti in modo assolutamente personale, poiché ognuno vive secondo uno stile di vita unico e irripetibile, secondo la propria storia personale, l’educazione ricevuta, l’ambiente in cui è cresciuto.
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