venerdì 3 aprile 2020

ANTROPOLOGIA

IL CORPOIl corpo è, in effetti, una specie di mediatore tra, la nostra coscienza e il mondo, un mezzo attraverso il quale entriamo in relazione con l'ambiente che ci circonda.
Noi comprendiamo il mondo che ci circonda perché il nostro corpo è stato esposto a quel mondo, e lo conosciamo. Questa conoscenza del mondo sta alla base di ciò che il sociologo francese Pierre Bourdier ha chiamato habitus, cioè il complesso degli atteggiamenti psicofisici mediamente i quali gli esseri umani stanno nel mondo.
E' importante sottolineare che il nostro stare nel mondo è uno stare di natura culturale, ovvero basato su abitudini ricorrenti nel tempo.

ANTROPOLOGIA

IL SE' E L'ALTRO

Con il termine "mondo", in antropologia, si intende l'insieme di tutte le relazioni umane che si vengono a tessere nel tempo. 
Sé e l'altro sono due espressioni che vengono usate in riferimento sia a soggetti individuali sua a oggetti collettivi: nel primo caso entra in gioco la distinzione tra io/tu, nel secondo caso noi/voi.
Queste distinzioni riguardano il modo in cui gli individui e gruppi hanno concepito, in maniera molto generale, la propria relazione con l'identità e l'alterità. Infatti il problema è sempre chi siamo noi e chi sono gli altri.
Però molto spesso queste due realtà vanno ad intrecciarsi: noi facciamo parte di un Sé collettivo, un noi e si realizza attraverso comportamenti e rappresentazioni che contribuiscono a tracciare dei confini di separazione, ma anche di appartenenza. Molto spesso però, questi legami possono risultare fragili.

PEDAGOGIA

LOCKE E LA SOCIETÀ INGLESE TRA SEICENTO E SETTECENTO 

Vita e opere
John Locke fu uno dei massimi filosofi inglesi, fu una personalità dai tratti eclettici. Negò l'esistenza di idee innate, affermando l'esperienza sensibile. Elaborò un'analogia tra una stanza oscura e l'intelletto inesperto, ritiene che l'intelletto umano non sia molto diverso da una stanza priva di luce. 

LA FORMAZIONE DEL CARATTERESecondo Locke, lo scopo dell'educazione era quello di formare un giovane che si sapesse comportare: il gentleman, un uomo dotato di valori morali.  Oltre che a scuola, l'educazione ai valori morali doveva avvenire a casa, da parte della famiglia: era il padre o il precettore ad insegnare il buon comportamento e le buone maniere.
Anticipando alcuni principi pedagogici di Rosseau, Locke  sosteneva che il bambino si dovesse muovere, che il suo corpo dovesse essere abituato all'aria aperta.
 L'educatore rappresenta le leggi alle quali l'allievo deve sottostare, e a cui deve sottomettere la propria volontà per sapere agire e decidere in forma autonoma.
Le punizioni fisiche erano ovviamente abolite.
L'azione del precettore doveva essere moderata e paziente, nel rispetto delle capacità e dell'interesse dell'educato, sulla linea delle pedagogie di Ratcke e Comenio.

PEDAGOGIA

L'EDUCAZIONE INTELLETTUALELe nuove condizioni relative alle facoltà cognitive dell'uomo richiedevano un aggiornamento dei metodi di insegnamento e dei programmi scolastici: nacque così l'educazione dell'intellettuale, ovvero un'educazione specifica di contenuti. Infatti, prima di queste riforme l'educazione era abbastanza sterile, e si limitava a fornire un'educazione generale e poco utile.
Dunque, la riforma stette nel fornire a chiunque, non solo ai grandi ricchi, una cultura ampia e specializzata.
Inoltre divenne obbligatorio l'insegnamento del latino come seconda lingua d'eccellenza (le materie venivano fatte in volgare).
La religione, però, rimaneva ancora di grande influenza.

PEDAGOGIA

TUTELARE LA SALUTE DEI BAMBINI
Grazie anche alla spinta da parte della medicina infantile, nacque il sentimento di pietà nei confronti dei bambini, e un dovere di tutela e di cura nei loro confronti. Oltre che nella medicina, questa visione di perpetrò anche nella pedagogia: l'infanzia non era più un'età senza scopi, ma l'età dedita all'apprendimento, data la grande facilità di apprendimento che veniva riscontrata. L'infanzia viene adesso concepita come una tappa fondamentale nello sviluppo di un individuo, a cui doveva essere concesso di crescere  in modo sano e di integrarsi in un contesto sociale.
La tutela della salute dei bambini costituiva la migliore garanzia per la loro sopravvivenza e il fondamento di ogni educazione.

PEDAGOGIA

NUOVE PRATICHE EDUCATIVE: UNA NUOVA IDEA DELLA MENTE UMANANel corso del Settecento in tutto il continente europeo, si svilupparono nuove tecniche educative, sia scolastiche che strettamente familiari, e proprio in questo periodo si andarono a configurare le norme pedagogiche attuali.
Una delle maggiori riforme fu il rinnovamento della concezione delle facoltà cognitive, che ebbe tra i suoi ispiratori John Locke: nacque una nuova idea del funzionamento della mente e delle capacità di apprendimento, mettendo in crisi l'idea dell'innatismo, secondo la quale l'uomo sarebbe nato con alcune idee già impresse nella mente. La migliore conoscenza dei processi mentali dell'essere umano portò all'individuazione della conoscenza nell'esperienza e nella capacità sensoriali ed intellettive. 
Da qui nacque l'empirismo, corrente filosofica secondo la quale il mondo debba essere conosciuto strettamente attraverso l'esperienza e attraverso i 5 sensi.

PSICOLOGIA

LA FAMIGLIA- DALLA FAMIGLIA NUCLEARE AI GRUPPI FAMIGLIARI
Al giorno d'oggi è molto difficile dare una definizione assoluta di famiglia, poiché negli ultimi anni si sono venuti a creare molti tipi diversi di famiglia. Già gli studi di antropologia svolti intorno agli inizi del Novecento avevano sottolineato come la famiglia mononucleare (composta da genitori e figli) non rappresentava l'unica tipologia di famiglia possibile. A seconda del contesto culturale e geografico, ma anche all'interno di una stessa società, si possono trovare diverse tipologie di famiglia.
Nel volume "Famiglie", la psicologa sociale Laura Fruggeri, definisce come famiglia tutti quei gruppi sociali che soddisfano la maggior parte dei propri bisogni e scopi dei propri membri.
Si sottolinea dunque la dimensione collettiva della famiglia insieme alla dimensione individuale dei membri del gruppo che hanno scopi ed esigenze proprie da perseguire in autonomia. La coesione, all'interno di una famiglia, può essere mantenuta affrontando i problemi e i confitti in modo aperto.

La famiglia patriarcale
In passato, la tipologia di famiglia più diffusa era la famiglia patriarcale, composta da più nuclei che vivevano in un'unica abitazione a una grande struttura allargata  basata su un sistema di tipo gerarchico, il cui vertice era il nonno.

PSICOLOGIA

IL POTERE
Il potere è la capacità di un individuo di influenzare e controllare il comportamento altrui. Esso si esprime in diverse forme:

  • il potere di ricompensa, la possibilità di attribuire gratificazioni materiale o simboliche;
  • il potere coercitivo, cioè la possibilità di imporre sanzioni e punizioni;
  • il potere legittimo, condivisione di norme;
  •  il potere di esempio, le persone si identificano in colui che detiene il potere;
  • il potere di competenza, riconoscimento di determinate competenze a una persona.

PSICOLOGIA

IL LEADER
Il leader è colui che esercita una maggiore influenza sugli altri membri del gruppo, imponendo regole e compiti per facilitare il raggiungimento degli obbiettivi, e solitamente occupa gerarchicamente i posto più alto.
Il leader assolve anche un ruolo socio-emozionale che riguarda il raggiungimento dell'armonia tra colleghi, e un ruolo relativo all'assegnazione dei compiti: nel primo caso si parla di leader espressivo, nel secondo di leader strumentale.
Le leadership possono essere di vario tipi:
  • autoritaria: caratterizzata da severità, spirito conservatore e incapacità di delega;
  • democratica: caratterizzata da capacità di delega, sensibilità e capacità di responsabilizzazione;
  • permissiva: abdicazione del leader per lasciare l'iniziativa spontanea degli individui.

PSICOLOGIA

LE NORME E LE LORO FUNZIONI
Le norme sono l'insieme delle aspettative condivise dal gruppo rispetto al modo di comportarsi del gruppo stesso, e sono dunque regole di comportamento.
Le norme hanno diverse funzioni importanti: delimitare la libertà individuale prima che sfoci in devianza, mantenere saldo il gruppo, il raggiungimento di obbiettivi, costruzione d sistemi di riferimento e definizioni di rapporti con l'esterno. Possiamo definire deviante quel comportamento o quell'atto commesso da un singolo o da un gruppo di persone che viola le norme di una comunità , che di conseguenza subirà delle sanzioni. L’atto deviante può essere sia di natura legale che morale e di conseguenza la sanzione può esprimersi con la reclusione, il versamento di una somma di denaro ad esempio, o più semplicemente con l’emarginazione e il giudizio negativo da parte della società.


La comunicazione all'interno del gruppo
La comunicazione all'interno di un gruppo è fondamentale. favorisce lo scambio e il consolidamento  di relazioni interpersonali. I processi comunicativi possono essere di diverso tipo: 

  • la comunicazione a ruota centralizzata, cioè focalizzata su leader che decide i compiti dei componenti del gruppo;
  • la comunicazione a rete decentrata, cioè diffusa tra tutti i membri.

PSICOLOGIA

DIVERSITÀ DI STATUS E DINAMICITÀ DEL SISTEMAIl sistema di status si riferisce alla posizione che un individuo occupa all'interno di un gruppo e alla valutazione di quella posizione in una scala di valori. Esiste ad esempio, il leader, che detta regole e propone idee, e al di sotto di lui i collaboratori, che svolgono doversi compiti dettati dal leader.
Lo status di ogni membro può essere modificato se subentra un altro individuo all'interno di un gruppo, perché l'equilibrio prima innescato deve essere riassettato.
Il ruolo è l'insieme di aspettative condivise circa il mondo in cui deve comportarsi una persona che occupa un certo status all'interno di un gruppo. La suddivisione dei ruoli implica la divisione dei compiti facilitando il raggiungimento di obbiettivi comuni.

ANTROPOLOGIA

1.Quali sono i tre tipi di matrimonio ordinariamente riconosciuti? I matrimoni possono essere di tipo monogamico, poliginico e polindrico. ...